mercoledì, marzo 03, 2004

"Se vogliamo inquadrare il post-rock in quel tipo di suono che intreccia melodie sinuose che sanno improvvisamente vibrare sotto la spinta di impennate ritmiche, altrettanto rapide nel ripiegare su sè stesse e ricomporsi lente, allora i Moka suonano post-rock. A sorprendere però non è la qualità della proposta ma il valore assoluto della musica, soprattutto se valutato con i maestri del genere. I Moka sono stati infatti abilissimi a tessere un album credibile stilisticamente e molto intrigante all'ascolto. Nessuno si scandalizzi se cito i Mogwai e gli straordinari Explosions in the sky, gruppi a cui questi ragazzi romani debbono in qualche modo tutto, con quel lento rincorrere armonie sottili che una volta provocate sanno trasformarsi in cristalli di emozioni, come qualora un violino suadente taglia l'aria di Mass-Clow Matis-Clow. E Tender To Lucy, Hate G-Eight, Ilona, Condom Self-Efficacy, paiono davvero germogli di lucido post-rock, e nel tempo in cui in August: It's Not The Right Month appare la voce dell'ospite Lorenzo Monaco dei Marilù Lorèn (lodati tempo fa su queste pagine), verrebbe quasi da dire che esiste una scuola romana, dove pop e post-rock giocano ad essere un'unica cosa. Forse è solo un fantasioso mosaico della mente di chi scrive, ma l'impressione è che il gioco sia di quelli davvero seri. Malinconie autunnali su quadretti melodici dal gusto raffinato, ma il segreto dei Moka, ce lo cantano loro stessi "è come il rumore dei miei sogni".

Gianni della Cioppa (Mucchio Selvaggio).